Modelli di cambiamento

Il modello di cambiamento punta a proporre una possibile soluzione per l’uscita dalla crisi mettendo a sistema quelle che sono le risorse presenti sul territorio in un’ottica di condivisione e di cooperazione che segua l’antico motto in base al quale “l’unione fa la forza”.

Nonostante le sue enormi difficoltà strutturali il territorio infatti ha anche notevoli punti di forza che possono essere messi a valore, soprattutto in un settore come quello energetico. L’area dell’entroterra della Capitanata è infatti una delle zone più ventose d’Italia e ciò nell’ultimo decennnio ha attirato enormi capitali per investimenti nel settore eolico. Ciò da un lato ha indotto la rete di distribuzione a creare un’infrastruttura efficientissima per gestire questa produzione diffusa di energia e dall’altro lato ha generato sul territorio competenze specifiche molto richieste per la gestione delle procedure autorizzative e la connessione degli impianti e competenze tecniche per la manutenzione.

Queste dinamiche hanno prodotto un effetto trainante anche per il settore della produzione di energia da fotovoltaico e biomasse. Tuttavia hanno prevalentemente riguardato grossi investitori che hanno gestito gli enormi capitali necessari per la realizzazione di parchi eolici e campi fotovoltaici.

Un approccio un po’ più democratico è stato quello del cosiddetto mini-eolico, pale eoliche di piccola taglia accessibili anche a piccole imprese che sono diventate protagoniste senza meccanismi di dipendenza da terzi e senza essere sottomesse a dinamiche eterodirette. 

Obiettivo del progetto è quindi quello di creare i presupposti per l’uscita dalla crisi socio economica sfruttando le risorse del territorio legate al potenziale ambientale di produzione di energia green, al know how diffuso in zona relativo alla creazione e gestione di impianti rinnovabili e soprattutto creando quell’aggregazione di risorse materiali e talenti che, solo nella cooperazione, possono liberare la disponibilità immediata e a buon mercato di quello che oggi è il bene più prezioso per la ripresa, l’energia.